Un salto nel passato al Presepe Vivente di Faggiano - Fragments

Un salto nel passato al Presepe Vivente di Faggiano

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L’illuminazione della grotta del presepe, accompagnata dalla musica, offre un’esperienza suggestiva aperta a tutti i sensi degli osservatori.

Tralasciando per qualche momento la psicologia (che è stato un focus abbastanza principale negli ultimi post che ho trattato), il quattro gennaio ho avuto l’occasione ed il piacere di visitare il Presepe Vivente di Faggiano (in provincia di Taranto): una meravigliosa rappresentazione a cura dell’Associazione per le Tradizioni Popolari della città che da anni affascina grandi e piccini.

Il Presepe Vivente di Faggiano porta con se una serie di titoli non indifferente: la cura dei dettagli e la naturalezza delle rappresentazioni l’ha portato ad ottenere per ben sette edizioni di fila il premio come “Miglior Presepe Vivente d’Italia“, oltre a diversi altri premi e l’attenzione giornalistica locale e non.

L’atmosfera suggestiva che si respira nella ricostruzione conduce per alcuni momenti in un mondo magico spezzato a metà fra la modernità quotidiana e un passato ormai lontano nel tempo, ma non nello spazio, dal momento in cui la rappresentazione strizza sorniona l’occhio anche alla tradizione popolare Tarantina.

A spasso per Betlemme

Fin da prima dell’arrivo nella ricostruzione vera e propria, mi è saltata subito all’occhio la riproduzione della stella cometa, visibile già dall’esterno. La brillante immagine dell’astro, proprio come vuole la tradizione, è posta al di sopra della grotta ed è visibile dalla maggior parte del presepe, a guidare la strada dei peregrinanti verso la destinazione finale.

Una delle maggiori peculiarità del Presepe Vivente è la sensazione di esservi completamente immersi dentro, di aver fatto un passo all’interno di un mondo di verso e nel quale si è solo ospiti di passaggio. I figuranti non si preoccupano della presenza delle persone, nè si impegnano in pose di vario genere per apparire al meglio nelle foto dei numerosi forestieri: la loro vita prosegue in maniera autonoma, offrendo uno scorcio di quotidianità ormai perduto agli osservatori che si trovano a passare per il loro territorio.

All’interno del presepe trovano espressione molti mestieri ormai difficili da trovare o vedere dal vivo nelle metropoli che prediligono il consumismo di massa. Ho ascoltato una conversazione fra un visitatore ed il calzolaio del Presepe, dove il primo chiedeva al secondo se fosse veramente un calzolaio. “Non è il mio lavoro, faccio giusto qualcosa a casa” ha risposto il figurante, “Ma ne potete trovare tanti, a Taranto Vecchia!”. Effettivamente mostrare una collezione di mestieri “perduti” come l’arrotino, il falegname, il calzolaio o chi ancora produce la pasta a mano è un’occasione formativa non solo per i più giovani, ma anche per i miei coetanei che spesso hanno un contatto con la produzione solo per tramite di Amazon, o delle grandi catene di supermercati.

Verso la fine del giro, dopo aver ricevuto anche offerte delle bruschette di pane alla brace condito con olio e delle pettole (dolce tipico tarantino natalizio), si staglia l’attrazione principale e più attesa: la grotta del presepe. Nella ricostruzione nulla è lasciato al caso: la presenza delle luci, il cambio di musica in prossimità della grotta, la struttura stessa della grotta, la presenza in un angolo del bue e l’asinello e anche la presenza di due figuranti che, in adorazione, ammirano la scena della nascita. E’ inevitabile fermarsi ad osservare e a riflettere nel vedere una scena tanto distante seppur vicina ai nostri sistemi culturali.

Un’esperienza da vivere

Il Presepe Vivente è organizzato annualmente nelle date natalizie dal paese di Faggiano. Per quest’anno, purtroppo, la manifestazione ha terminato il suo periodo di esposizione, ma per chi se lo fosse perso lascio qui la selezione di fotografie che ho scattato mentre la visitavo. L’intera galleria verrà anche presto pubblicata sulla Pagina Facebook del blog (visitabile dal pulsante in basso).

Prima di lasciarvi alle foto vi chiedo di mettere mi piace e condividere il contenuto se lo avete apprezzato, così che più gente possa venire a conoscenza di questa opera annualmente riproposta nella provincia di Taranto. Inoltre, se vi piace il blog, vi ricordo che potete seguirmi sui social network dai pulsanti sottostanti, direttamente tramite notifiche dalla campanella arancione in basso a destra (tranne dispositivi apple per il momento) o per email dal modulo sulla destra (in basso sotto l’articolo su cellulare).

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