“La Psicologia del Rock”: un ponte musicale verso l’adolescenza

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Come vi abbiamo già accennato su Instagram, Facebook e Twitter, questo martedì siamo stati alla presentazione del libro “La psicologia del rock. Crescere con la musica in adolescenza“, di Andrea Montesano, presso il centro culturale Vecchio Stampo di Lecce. Un incontro interessante e partecipativo su quali sono le funzioni della musica in relazione alle dinamiche identitarie degli adolescenti, su quali sono i meccanismi che rendono i concerti dei fenomeni sociali di particolare interesse e su alcune idee per l’uso della musica a scopo terapeutico.

L’innovazione introdotta infatti da Andrea Montesano, Romeo Lippi e dagli altri “Psicologi del rock” consiste nell’uso della “Songtherapy”.

Cosa è la Songtherapy 

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Songtherapy significa usare le canzoni per stimolare la crescita personale; un mix di tecniche psicologiche mentali connesse alle canzoni (soprattutto le canzoni che ami, che preferisci) per affrontare e risolvere momenti di difficoltà […], stati penosi come ansia, depressione e altri problemi psichici e emotivi e trovare il proprio percorso di felicità.”
Romeo Lippi, “Curarsi e star bene con le canzoni: Songtherapy

Fermiamoci un attimo a considerare alcuni dei vantaggi dell’uso di un metodo come la Songtherapy:

  • È una tecnica espressiva.
    Una buona parte delle dinamiche di sofferenza che ci portiamo dietro sono legate in qualche maniera alla nostra incapacità nel trovare un senso alle cose brutte che ci accadono, nel trovare un modo per vederle come una delle numerosi componenti della nostra vita.
    Un’altra grossa difficoltà sta nel riuscire a mettere in parole quello che proviamo: da un lato per difficoltà di tipo proprio pratico, dall’altra perchè spesso le nostre problematiche sono custodite gelosamente al nostro interno per una serie di motivazioni differenti.
    Le tecniche espressive ci permettono di ridefinire la narrazione che facciamo della nostra vita, l’autobiografia che scriviamo man mano che viviamo. Se uniamo il vantaggio di narrare in maniera diversa i nostri vissuti di sofferenza a quello di usare parole scritte da altri ma che sentiamo vicine a noi stessi, subito si chiarisce come una canzone può spesso incorporare queste necessità: “Riraccontare la nostra vita e le nostre emozioni con nuove parole” 
  • È un metodo che facilità il dialogo terapeutico.
    Tutti quanti abbiamo delle preferenze musicali, abbiamo sentito musica nella nostra vita o abbiamo dei ricordi legati ad alcune canzoni. Utilizzare questo elemento di contatto come strumento di comunicazione semplifica l’interazione e la comprensione nella maggior parte dei casi.
  • È un metodo che favorisce la costruzione condivisa del sistema terapeutico.
    Il fatto che la terapia si concentri su “canzoni che ami, che preferisci” vuol dire che, anche al momento in cui le tecniche di intervento sono preventivamente delineate, il loro svolgersi e la loro messa in atto procede secondo una dinamica di proposta e costruzione continua, dove sia il terapeuta che il cliente partecipano alla generazione di un progetto di sviluppo ideale e personalizzato.

Fatte queste considerazioni totalmente personali (che spero rispecchino in qualche misura il pensiero degli autori della terapia), ci siamo giustamente chiesti, ma come può essere nata un’idea del genere? C’è stato uno psicologo classico che ha ispirato questa terapia? 

“In realtà no” ci risponde Andrea Montesano, al termine della presentazione “Nel senso che questa unione è nata un po’ da un mio e poi, a parte Romeo, da un nostro desiderio, cioè, quello di integrare queste due discipline. Perchè? Perchè rispetto a questa cosa non c’era nulla. Cioè, tu trovi tanti scritti di musica. E di psicologia e di sociologia della musica. Ma di psicologia della musica non c’è nulla. Quindi in realtà abbiamo noi un po’ pensato di buttare giù la Songtherapy come approccio, e poi quindi io di poter scrivere qualcosa che effettivamente coniugasse le due cose, che non esiste”.

La psicologia del rock: in poche parole 

“Uno strumento pensato per supportare psicologi, educatori, counselor che lavorano quotidianamente a stretto contatto con ragazzi e ragazze ma anche rivolto a genitori e figli che vogliono conoscere e conoscersi meglio attraverso i testi dei grandi miti del rock.”

Il libro si presenta in primis come un’utile guida alla comunicazione con gli adolescenti, il cui mondo appare spesso particolarmente distante e incomprensibile per gli adulti. Chi d’altronde (soprattutto avendo figli) non si è scontrato con l’incomprensibilità di un adolescente che sembra vivere dinamiche così distanti dai “veri problemi da adulti” ma attualmente reali e importanti per lui?

La musica si rivela come ponte che attraversi questo enorme fossato che si presenta fra mondo adulto e mondo adolescente, favorendo una comunicazione e una comprensione che è difficile ottenere attraverso altri mezzi.

“L’aspetto musicale è fondamentale” afferma Andrea verso la fine del suo intervento “È qualcosa da non andare a, diciamo, “etichettare”. Credo che chiunque sia adulto e abbia a che fare con dei ragazzi ha una grande possibilità. Io sono un adulto e non conosco la musica, non so suonare uno strumento, come posso creare l’alleanza? […] Il punto è non stigmatizzare quello che per lui è importante. Al momento in cui c’è un ascolto, una pratica musicale, un’aderenza ad un gruppo da parte di un ragazzo, semplicemente, invece di andare lì e provare ad allontanare quell’aspetto che noi non comprendiamo, proporre una ricerca di significato rispetto a quel comportamento. Quindi una posizione diversa, che non è quella di fronte al ragazzo ma quella accanto al ragazzo“. 

Continua poi con un esempio pratico: “Dirgli: Ok, io vedo che tu ascolti questo cantante, questo artista – la nostra ricerca su youtube è gia andata a vedere che effettivamente non è proprio il massimo a livello di esempio – ma… cos’è per te significativo in questo che ascolti? Me lo fai ascoltare? Vediamo insieme dove arriviamo? Vediamo insieme cosa c’è da condividere? Come possiamo dire questo che tu ritrovi in questo artista, in questo brano, in maniera diversa?”

Le numerose funzioni della musica e del Rock

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Domanda da cento milioni di dollari: perchè proprio il Rock? Perchè gli adolescenti in particolare non sono maggiormente attratti ad esempio dalla musica classica, o dal blues, dal reggae, ecc?

“Partiamo dal genere del Rock come identificativo, ma poi diciamo che oggi gli ascolti sono diversificati a livello di genere musicale, però quelle canzoni che sono tipiche dell’età giovanile sono in qualche modo legate proprio a quell’età perchè parlano dei temi tipici dell’adolescenza: la trasgressione, le vicende affettive, la ricerca di una persona per esempio nel rapporto affettivo, la protesta contro l’autorità, l’identificazione di sè stessi, la definizione dei propri pensieri, di una struttura di valori…” 

Trattando poi degli ascolti comuni negli adolescenti continua “In adolescenza abbiamo due generi identificativi: […] con la musica Rock a cui loro provano ad appartenere […] ci sono due generi importanti, che sono l’hip hop  e l’heavy metal. L’hip hop come stile, di cui la declinazione musicale è quella del Rap. […] Questo perchè? Perchè più i generi musicali sono estremi, più danno identità al ragazzo. […] Appartenere e ascoltare musica Rap non è soltanto ascoltarla, ma è parlare un linguaggio che non è quello che parlano tutti, usare degli slang che non sono quelli che usano tutti, avere un outfit che non è quello che hanno tutti. Questo cosa fa? Questo crea una specie di circolo in cui il ragazzo prova ad entrare, e quindi cerca di identificarsi con questo gruppo. Quindi l’ascolto di questo tipo di musica non è solo un ascolto, diventa uno stile di vita“. 

Non manca uno spazio teorico sulle interazioni fra individuo e ambiente a livello musicale, sia nel libro che nella presentazione, con una nuova visione teorica della celebre “Teoria ecologica di Bronfenbrenner“, secondo la quale l’individuo è immerso in una serie di “sistemi concentrici” che costituiscono il suo ambiente:

“Io credo che a livello musicale, ciò che è importante per un adolescente è tendenzialmente la parte del microsistema. Il microsistema, intorno al ragazzo è formato da quelle che sono le figure genitoriali, quindi la famiglia, quelle che sono le figure sociali, quindi il gruppo dei pari e poi, terzo punto, la scuola. Questo perchè? Perchè questi tre aspetti contaminano, in maniera positiva o negativa, quello che è l’ascolto del ragazzo. […] Bronfenbrenner ipotizza che poi ci siano altre cerchie, che in qualche modo, non a livello musicale, influenzano la persona […] che sono gli aspetti come la cultura, l’appartenenza, come la società, che pian piano si evolvono nel tempo, in una cerchia di “cronosistema”. Ho provato ad inserire questa idea, all’interno del libro, perchè secondo me è molto attuale. Secondo me perchè, vedete che tra il microsistema e la persona c’è uno spazio vuoto, ma che in realtà vuoto non è a partire dagli ultimi 15 anni in poi (ndr: nella slide di riferimento viene indicato come nello spazio vuoto vi siano all’interno ad esempio elementi mediatori come le nuove tecnologie[…] è molto interessante poter esplorare il microsistema che c’è intorno a quel ragazzo che ascolta musica

Qualche informazione in più 

La mia gioia per l’occasione è stata farmi firmare il libro con tanto di dedica.

Abbiamo pensato di fermarci qui con la presentazione per lasciarvi il piacere di godervela dal vivo, sapendo che include anche contenuti multimediali esemplificativi, come ad esempio video sul tema, e, se possibile, anche qualche assaggio di tecniche proprie della Songtherapy. Ci riserviamo però di scrivere una breve recensione, quando ci sarà possibile, dove vi parliamo più approfonditamente dei contenuti del libro.

Potete mantenervi aggiornati per tutte le iniziative sulla pagina ufficiale del progetto, “Crescere con il Rock, a cura di Andrea Montesano, oltre che con l’hashtag #crescereconilrock presente anche su Instagram. Vi lasciamo inoltre anche il link alla pagina dello Psicologo del Rock dove potrete trovare contenuti a tema sempre aggiornati .

Se siete  interessati al libro potete invece cliccare sul riferimento ad Amazon segnato sotto per più informazioni ed eventualmente acquistarlo, ma se non amate gli acquisti su internet potete tranquillamente trovarlo in qualsiasi libreria (o alle presentazioni, dove potete fra l’altro farvelo firmare come ho fatto io).

Detto questo concludiamo, vi ringraziamo ancora una volta per averci seguito e vi ricordiamo eventualmente di condividere, commentare e mettere mi piace all’articolo se vi è piaciuto.

Come sempre, vi diamo appuntamento al prossimo articolo!


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