Cosa fare con un uccellino ferito: la storia dell'upupa - Fragments

Cosa fare con un uccellino ferito: la storia dell’upupa

Tempo di lettura medio: 11 minuti

Upupa - cosa fare con un uccellino feritoSalve a tutti!
Questa settimana abbiamo un articolo speciale, che non tratta propriamente di psicologia, ma deriva da una recentissima esperienza che ho vissuto e che mi ha portato a pensare che molti avrebbero potuto trarne delle informazioni utili, soprattutto in questo periodo. Qualche giorno fa ho trovato un uccellino ferito sul terrazzo di casa mia e mi sono chiesto cosa andrebbe fatto in questo genere di situazioni. Ho cercato su internet e, con i determinati contatti, ho fatto del mio meglio per aiutarlo. E qui vi riporto cosa è successo e cosa potete fare voi a fronte di situazioni simili. 

Il ritrovamento

Upupa sul terrazzo - cosa fare con un uccellino ferito

Mi ero svegliato da pochissimo e aspettavo una mail importante, quando i miei sono tornati da mare e mia madre è salita sul terrazzo di casa per appendere degli asciugamani al sole. All’improvviso mi sento chiamare da fuori “Graziano, vieni sopra, è una cosa incredibile! Corri!”. C’è da dire, come premessa, che questo genere di conversazione non avviene di rado in casa mia, così non nutrivo grandissime aspettative per quello che mi aspettava di sopra.

Arrivo sul terrazzo e lo vedo lì : un uccellino ferito (ma questo ancora non lo sapevo) che cammina indisturbato. Da premettere due cose:

  1. Non avevo mai visto un’upupa nella mia vita. Per me, quindi, questo misterioso uccello era uno degli animali più strani che io avessi visto dalla visita allo zoo della “Cotura”, il giardino botanico di cui vi ho parlato in questo articolo.
  2. Non avendo mai visto un’upupa prima, non sapevo neanche che quella di fronte a me fosse attualmente un’upupa. La prima a dirmi “Guarda, si tratta di un’upupa”, è stata mia madre, che, provenendo da una famiglia di cacciatori, conosce abbastanza bene la fauna avicola.

“Ma riesce a volare?” “No”. E’ stata la prima cosa (la più scontata) che ho chiesto in merito all’upupa. Ed effettivamente lei si trovava lì, all’ombra di un muretto e mi fissava, zampettando un poco in giro e ogni tanto aprendo le ali cercando di spiccare il volo (senza grande successo).

Ho trovato un uccellino ferito: cosa faccio?

Uccellino marrone - cosa fare con un uccellino ferito

Se vi trovate di fronte ad un uccellino ferito, la prima cosa da considerare è escludere, tranne che in casi di estrema emergenza, l’idea romantica di voi che lo raccogliete, lo accudite, lo riportate in forze e poi gli fate spiccare il volo, e poi scoppiate in lacrime e dite “addio figlio mio”, mentre l’uccellino torna indietro a darvi l’estremo saluto per poi unirsi ad un altro uccellino di passaggio da quelle parti in volo, come il Butterfree di Ash in Pokémon.

In primo luogo, è illegale, come riportato dall’articolo 21 della legge 157 del 1992, “detenere, acquistare e vendere esemplari di fauna selvatica”. Inoltre molte specie di fauna selvatica non reggono la cattività e rischiano di ferirsi o morire in tempi molto brevi se tenuti in gabbia. In alcuni casi, l’allevamento improprio di uccellini piccoli può portare allo svilupparsi del fenomeno dell’imprinting, fenomeno per il quale l’animale sviluppa un legame istintivo e permanente con l’essere umano (che in realtà dovrebbe verificarsi con la madre) e che ne preclude quindi il ritorno in natura. Per finire, non sempre gli uccellini feriti hanno bisogno di essere soccorsi.

Il sito della LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) distingue diversi casi di intervento quando si incontra un uccellino ferito o comunque bloccato al suolo:

  • Se l’uccellino è piccolo, è normale che sia al suolo. In genere, gli uccellini fanno le prime prove di volo ancora prima di essere indipendenti e capaci di volare autonomamente, e sono accompagnati dai genitori in ogni prova. Di conseguenza, decidere di togliere l’uccellino dal terreno vuol dire interferire con i normali processi naturali;
  • Se l’uccellino è piccolo ed è in pericolo imminente (in mezzo a una strada, presenza di animali domestici, ecc) è consigliabile spostarlo in una zona sicura non troppo distante, o rimanere a vegliarlo a debita distanza, intervenendo se necessario;
  • Se l’uccellino è della classe dei rondoni, è adulto e non è visibilmente ferito, ha bisogno di ricevere una piccola spintarella per prendere il volo. I rondoni sono animali che passano la maggior parte della loro vita in volo, atterrando solo talvolta nei loro nidi. Se tuttavia, accidentalmente, finiscono per atterrare sul terreno, necessitano di un aiuto umano per riprendere a volare. Riprendendo questo articolo presente su vogelwarte.ch:
    Se siamo sicuri che l’uccello in questione è un giovane già in grado di volare o un adulto, lo appoggiamo sulla mano e verifichiamo che tenga le ali in modo simmetrico. Se è il caso possiamo fargli fare un tentativo di volo. A questo scopo andiamo su un terreno con una buona visuale (campo, prato con erba bassa), teniamo la mano in cui giace l’uccello all’altezza del capo e gli diamo abbastanza tempo per spiccare il volo; eventualmente lo aiutiamo un po’ facendo ondeggiare leggermente la mano. In questa situazione un uccello sano spiccherà il volo. In nessun caso bisogna lanciarlo in aria! Se, già in mano, l’uccello lascia ciondolare un’ala, arruffa il piumaggio o, malgrado abbia un aspetto normale, non prende il volo, vuol dire che c’è qualcosa che non va.”
    Le operazioni di involo possono essere tuttavia intraprese solo con gli adulti sani. Per più informazioni sul trattamento dei rondoni in difficoltà, in generale, c’è un link ad un utilissimo foglietto informativo realizzato dalla Stazione ornitologica svizzera  e dall’ASPU/BirdLife Svizzera. Nel foglietto sono presenti anche delle immagini illustrative su cosa sia un rondone (cosa che mi sono chiesto da quando mi sono informato su come soccorrere l’Upupa e ho scoperto solo 5 minuti fa).
  • In tutti gli altri casi (uccello adulto ferito, rondone giovane caduto dal nido, uccellino piccolo gravemente ferito e abbandonato da ore, ecc) è necessario portare l’uccellino ferito ad un centro di recupero.

Al di là di queste indicazioni generali sopra riportate, io, in ogni caso, una telefonata ad un numero di emergenza per sapere come comportarmi, la farei comunque: non costa nulla e si è sicuri di fare il proprio meglio.

La chiamata ai centri di cura

Chiamata telefonica in un bosco - cosa fare con un uccellino ferito

Avendo già letto in passato che gli uccellini caduti dal nido andavano lasciati in pace se non feriti, avevo deciso di lasciare un po’ di tempo all’upupa per “cercare soccorso autonomamente”. Questo anche perchè mi risultava difficile capirne l’età: per tutto il tempo l’upupa che avevo di fronte mi sembrava sia molto giovane che comunque non più così piccola da richiedere delle cure parentali (più tardi, questa lettura mi verrà confermata dal veterinario).

Le ho lasciato così un po’ d’acqua, mi sono assicurato che avesse un posto all’ombra dove ripararsi e sono sceso a pranzare. Mentre pranzavo mi preparavo a chiamare i numeri d’emergenza, e cercavo la risposta ad un dubbio fondamentale per evitare figuracce al telefono: “Si dice ùpupa o upùpa?”. La risposta corretta è la prima, nonostante tutt’ora il mio cervello si rifiuti di accettarlo.

Mezz’ora dopo sono tornato ed era ancora lì. A quel punto, come vi suggerivo prima, ho deciso di contattare un po’ di numeri d’emergenza per capire cosa fare in merito. C’è da considerare che erano le 15:30 e molto probabilmente molti dei posti che ho contattato erano chiusi in quel momento. Comunque, ho iniziato facendo una chiamata alla divisione della LIPU di Taranto alla quale non mi ha risposto nessuno. Ho provato quindi a chiamare l’oasi ornitologica di Gravina di Laterza, dove non mi ha risposto nessuno ugualmente.

A questo punto ho contattato il numero della divisione nazionale della LIPU, che mi ha dato alcune informazioni importanti:

  1. Non esiste un centro di recupero della fauna selvatica LIPU in provincia di Taranto
  2. Le oasi LIPU non si occupano della cura degli animali selvatici, solo i centri di recupero
  3. In mancanza di ciò, è compito della Polizia Provinciale prendere in carico l’animale ferito. Questo, fra l’altro, è anche dichiarato implicitamente nell’articolo 1 della legge  157 del 1992, di cui sopra: ” La fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell’interesse della comunità nazionale ed internazionale”. Mi hanno quindi passato il numero della Polizia Provinciale.

Alla polizia provinciale non è che non mi rispondeva nessuno. Alla polizia provinciale non squillava proprio il telefono (mi chiedo ancora come). Le mie possibilità iniziavano a scemare un po’. Ho deciso quindi di rivolgermi al 1515, il numero del corpo forestale dello stato, dove finalmente ho trovato un primo soccorso:

Io: “Salve, la chiamo dal posto x, c’è un uccellino ferito sul mio terrazzo, penso si tratti di un’upupa. Non so se sia effettivamente ferito, ma è fermo sul mio terrazzo da ormai due ore, ho provato a chiamare sia la LIPU che la Polizia Provinciale ma non hanno potuto aiutarmi, cosa posso fare?”
Operatrice: “Non si preoccupi signora (ndr: stendiamo un velo pietoso sul fatto che tutti mi scambiano continuamente per una signora al telefono), adesso la aiuto io. Faccio alcune chiamate e la ricontatto. Mi può dire il suo cognome?”
Io: “Sono il signor Gigante”
Operatrice: “Va bene, signora Gigante, la ricontatto appena posso”.

Elenco dei numeri e dei contatti possibili:

  • Centri di recupero della LIPU – Sito web LIPU, con i numeri telefonici dei centri di recupero 
  • Sede nazionale della LIPU – 0521273043 – Attivo dal lunedì al venerdì dalle 08:30 alle 17:30
  • Polizia provinciale – Cercate su internet il numero del comando relativo alla vostra provincia
  • Corpo forestale dello stato – 1515

Mettere al sicuro l’animale

Upupa in uno scatolo - cosa fare con un uccellino ferito

Sono sceso al piano di sotto e ho aspettato poco più di un’oretta di avere contatti di qualunque tipo, da chiunque, ripromettendomi di richiamare di lì a poco. Finalmente, ricevo una chiamata da un altro numero:

Guardia: “Pronto parlo con la signora Gigante?” (ormai ero ufficialmente la signora Gigante e dovevo farmene una ragione)
Io: “Si, mi dica”
Guardia: “Salve, faccio parte del corpo delle guardie ecozoofile, mi è stato riportato che è presente un’upupa ferma sul suo terrazzo, mi può dire se è ancora lì?”
Io: “Sì, è ancora qui”
Guardia: “E allora è proprio ferita. Guardi, può provare a mettere l’animale al sicuro? Lo può piazzare in una scatola con un po’ d’acqua e di carne macinata, cercheremo di mandarle qualcuno a prenderla entro domani mattina. Più tardi la farò contattare inoltre dal signor (ho un vuoto di memoria enorme qui su chi fosse e che ruolo avesse) in merito al passaggio dell’animale”
Io: “Va bene, la ringrazio, buona giornata”

Il Bear Grills in me era pronto ad entrare in azione. Abbiamo messo in un cesto della biancheria molto largo, preso per l’occasione, un panno assorbente di quelli che usiamo per il mio cane, una ciotola d’acqua e un piattino con della carne macinata (come in foto).

Nel caso vi troviate voi a dover soccorrere un uccellino ferito, potete usare uno scatolo di cartone con dei fori (molti siti sconsigliano gabbie e trasportini, in quanto portano l’animale ad agitarsi ancora di più) e potete alimentare l’uccellino con della carne macinata. Evitate ASSOLUTAMENTE pane, latte e simili, in quanto possono creare problemi digestivi all’uccellino. Prima di posizionare nello scatolo acqua e cibo, consultatevi con il responsabile esperto che avete contattato (per evitare che le ferite presenti eventualmente si infettino).

In genere, per recuperare l’uccellino ferito, potete provare a coprirlo con un telo non troppo pesante, eventualmente lanciandoglielo sopra, e poi utilizzare il telo per prenderlo molto delicatamente. Nel mio caso, abbiamo poggiato un foulard molto delicatamente sull’upupa e ho provveduto a spostarla nel cesto altrettanto delicatamente: si è agitata poco e ha emesso solo un debolissimo fischio di protesta nella manovra.

Il trasporto dal veterinario

Il commento di mio padre sull’upupa nel cesto è stato “Sembra che l’hanno drogata”. Effettivamente la povera upupa era ferma lì sul posto, completamente disinteressata a cibo e acqua e anzi, pareva addormentarsi continuamente. Inutile dire che tale comportamento mi preoccupava non poco, e ho passato la maggior parte del tempo ad avvicinarmi alla cesta per verificare se il povero uccellino ferito fosse ancora vivo o meno. Temevo che non avrebbe passato la notte.

Di lì a poco ricevo una nuova telefonata:

Io: “Pronto?”
Interlocutore: “Salve, parlo con la signora Gigante?”
Io: (E adesso anche basta con signora Gigante) “Sì, sono il signor Gigante, mi dica”
Interlocutore: “Mi scusi, sono il signor x, la chiamo per l’upupa presente nella sua proprietà, come sta?”
Io: “L’abbiamo recuperata e messa in uno scatolo con cibo e acqua, come ci è stato indicato”
Interlocutore: “Va bene signor… ehm, signore, e come la vede, è reattiva?”
Io: “Guardi, tutt’altro, sembra addormentarsi continuamente, è sempre ferma…”
Interlocutore: “Non va bene, sta morendo, ce la deve portare subito, può raggiungerci al posto y? Nel frattempo io contatto subito il veterinario, che ha l’ospedale qui. Speriamo che sopravviva al viaggio, cercate di stressarla il meno possibile nello spostamento
Io: “Va bene, arrivo immediatamente”

Ovviamente, il centro veterinario era a 40 minuti di macchina. Ho convinto mio padre ad accompagnarmi istantaneamente (con le buone o con le cattive) e mi sono fiondato in “Simulatore di preoccupazione e ansia 2018”.

Cesto nella macchina - cosa fare con un uccellino ferito

Se volete sapere la fine della storia, siamo riusciti a portare l’uccellino ferito in tempo al laboratorio veterinario, ed era messo anche meno peggio di quanto si aspettassero. Si trattava di un giovane adulto che probabilmente aveva sbattuto la testa da qualche parte in volo: questo lo aveva stordito e gli aveva creato alcuni problemi di coordinazione. Il veterinario gli ha fatto subito un iniezione di antinfiammatorio e mi ha comunicato che probabilmente in due giorni si sarebbe ripreso. Mentre scrivo questo articolo non so ancora come procedono le sue condizioni di salute, ma avrò cura di modificare l’articolo appena ne saprò di più.

E, come bonus, la persona che mi ha messo in contatto con il veterinario aveva ricevuto da pochissimo anche un falco grillaio ferito. E me lo ha mostrato.

Falco grillaio - cosa fare con un uccellino ferito

 


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