7 consigli e considerazioni sull’ansia da viaggio

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Pianificazione di un viaggio - Ansia da viaggio
Salve a tutti e benvenuti in questo nuovo articolo!
Lo sappiamo tutti: luglio e agosto sono periodi di ferie e tutti ne approfittano per andare in viaggio. Però la pianificazione spesso è un disagio e l’ansia da viaggio non manca. Ci sono però alcune cose da prendere in considerazione e alcuni trucchi che possono aiutarci ad evitare di rovinarci la vacanza fra mille fisime mentali. E in questo articolo siamo qui proprio per questo.

Ma bando alle ciance e andiamo direttamente alla lista.

1. Ognuno è turista a modo suo

Turisti a Venezia - Ansia da viaggio

Photo by Josh Edgoose on Unsplash

Mettiamolo in chiaro, non c’è un modo univoco e giusto di fare il turista. C’è chi va in giro per fare shopping, c’è chi ama vedere i monumenti, chi è alla ricerca della movida pazza. Quando programmi la tua vacanza cerca di non farti influenzare troppo da quello che dicono gli altri. Sarai nella città che visiti per un tempo limitato e per quanto “Non puoi andare a Parigi e perderti la Tour Eiffel” o “A Barcellona la movida serale è unica” può darsi che a te non interessi nessuna delle due cose.  E non c’è niente di male in questo.

Pianifica il tuo viaggio facendo in modo che rispecchi i tuoi gusti, perchè è in primis il tuo viaggio. Se gli altri pensano che delle esperienze siano primarie potranno farle sicuramente nel loro viaggio.

Se vai in viaggio in compagnia può darsi che tu e i tuoi amici siate turisti di tipo diverso.  Puoi provare a trovare un compromesso e fare insieme qualcosa che piace a te e qualcosa che piace a loro. Potresti anche scoprire un interesse imprevisto per cose che ritenevi noiose!
E se proprio non funziona non dovete necessariamente fare tutto insieme: per qualche attività potete dividervi e farle per conto vostro (non tutto però altrimenti non ha senso andare insieme in viaggio).

P.S. molto importante: la storia del compromesso funziona anche per la scelta delle camere e dei mezzi di locomozione. Ognuno propone i suoi standard e si trova una via di mezzo che vada bene a tutti. E se proprio non è possibile mettersi d’accordo è inutile forzarsi: c’è il rischio che qualcuno si rovini il viaggio o che l’ansia da viaggio schizzi alle stelle, quindi è il caso di riconsiderare.

2. Stai lontano dai limiti

Segnale di stop - Ansia da viaggio

Photo by Sam Xu on Unsplash

Più ti avvicini ai limiti e più la tua ansia da viaggio tende ad aumentare.  E’ un po’ come nella routine quotidiana: più ci allontaniamo dalla nostra zona di comfort e più aumenta il nostro stato di disagio e preoccupazione. Non fraintendetemi: uscire dalla zona di comfort è fondamentale per crescere personalmente, anche a costo di dover affrontare le proprie ansie. Questo non vuol dire però che tutti i vostri viaggi debbano essere viaggi di crescita ed evoluzione personale (sebbene in genere lo siano a prescindere).

Mentre stai pianificando il tuo viaggio considera i tempi dei mezzi: quanto tempo prima devi stare in areoporto? In stazione? A che ora parte l’autobus? Scegli i tempi in anticipo in una maniera che sia per te confortevole. Questa cosa spesso rischia di diventare una tragedia: “Ce la farò ad arrivare in tempo? E se perdo l’aereo? E poi come faccio con l’albergo?”.

Fissare i tuoi tempi non deve essere un’operazione fatta casualmente. Rifletti sui tempi che scegli e se necessario segnateli da qualche parte (ad esempio in una tabella di marcia). Se continui ad avere ansia forse i tempi che hai scelto non sono abbastanza ampi. Puoi provare ad ampliarli fino a quando non ti senti sicuro, ma in questo caso rischi di esagerare. Senza contare che non è una cosa che puoi fare sempre, soprattutto se stai viaggiando in gruppo.

Un’altra tecnica per fissare tempi ideali, sempre carta e penna, può consistere nel fissare dei tempi estremamente ampi (anche dell’ordine dei giorni) e provare poi a ridurli poco alla volta, fino a quando non arrivi al punto in cui restringerli ancora ti causa ansia. 

Una volta che hai scritto la tua tabella di marcia fai però molta attenzione: le tabelle di marcia possono diventare causa di ansia da viaggio se non sono prese con la giusta filosofia (ne parleremo dopo). Se qualcosa non va secondo i piani non è una tragedia: d’altronde hai scelto dei tempi ampi proprio per questo.

P.S.: Stai lontano anche dai tuoi limiti fisici/psicologici. Se i tuoi amici ti convincono a fare bunjee jumping dall’Empire State Building l’ultimo giorno di vacanza e tu soffri di vertigini passerai tutta la tua vacanza stando in ansia. A meno che, ancora una volta, il tuo non è un viaggio di “crescita personale”.

P.S.2: Un po’ di ansia è fisiologica e necessaria. Se lanciarti dall’Empire State Building è sempre stato il tuo sogno allora sopravvivere all’ansia è un passo necessario per realizzare il tuo obiettivo: non precludersi possibilità è prioritario rispetto all’essere perfettamente tranquilli. 

3. La pianificazione ideale è nel mezzo

Pianificazione su un'agenda - Ansia da viaggio

Photo by Marten Bjork on Unsplash

Pianificare può essere molto utile, fino a quando non è il programma a pianificare te. Quando pianifichi la tua vacanza ci sono due importanti regole per non trasformare il tuo programma in un generatore di ansia da viaggio:

  1. Cerca di prevedere gli imprevisti;
  2. Dato che non puoi prevedere tutto, rendi il tuo programma flessibile. 

I programmi, paradossalmente, finiscono per non essere mai rispettati, in un caso o nell’altro. Prima di tutto perchè le cose possono andare in maniera diversa da come avevi previsto. In secondo luogo perchè se sei a metà del museo della Scienza e della Tecnica di Milano e fra 5 minuti hai in programma di vedere la Scala, rischi di vedere entrambe le cose frettolosamente e male.

In parole povere, le uniche cose di cui dovresti segnarti gli orari sono i mezzi di trasporto. Per tutto il resto (a meno che non ti sei dotato degli odiosi biglietti orari, che ti permettono di entrare nelle attrazioni solo ad una determinata ora, sempre più in voga in Europa), segnati ciò che ti piacerebbe vedere e cerca su internet quanto ci vuole a vederlo in media. Se cerchi su google in genere puoi trovare il tempo di permanenza medio, sebbene non sia affidabilissimo. Oppure prova a chiedere a chi ci è già stato. Dopodichè disponi i monumenti in ordine di visita in una giornata. Esempio:

  • Esco dall’albergo alle 10:00
  • Visito il Colosseo (fino alle 12:00)
  • Visito la Fontana di Trevi (fino alle 14:00)
  • Pranzo

I tempi sono solo indicativi! In questa maniera, visiti tutto ciò che vuoi nell’ordine che ti sei disposto, e se non fai in tempo a visitare tutto puoi sempre spostare qualcosa al giorno dopo!  

Ricordati che se il tuo programma è troppo rigido se qualcosa va storto rischi di trovarti con dei buchi enormi, con soldi spesi a vuoto, con un senso di frustrazione enorme e con l’ansia di rispettarlo permanente. E rischi anche di non goderti la visita ai monumenti, per la fretta di doverti recare al prossimo in tempo.

4. La tecnologia è il tuo miglior alleato

Uomo con tablet e pc - Ansia da viaggio

Un’ansia da viaggio comunissima, soprattutto quando si gira da soli, è quella di perdersi.  In realtà la tecnologia può rappresentare un salvavita in più occasioni quando siete in viaggio: non solo per orientarvi, ma anche per pianificare le cose. 

In primo luogo online potete prenotare e stampare i biglietti per diverse attrazioni, spesso approfittando di sconti e di salta-fila (utilissimi soprattutto nei fine settimana!).

Alcune piattaforme inoltre sono un must per organizzare la vostra vacanza:

  •  Tripadvisor  è magico per la scelta di hotel, ristoranti e attrazioni e usa un algoritmo che privilegia le recensioni più recenti e i posti più visitati. Ci sono anche i consigli dati dai visitatori su, ad esempio, cosa prendere a ristorante, o su cosa concentrasi nelle attrazioni!
  • Booking.com è perfetto per prenotare gli alberghi (ma per le recensioni, personalmente, trovo tripadvisor più affidabile);
  • Rome2rio vi permette di valutare in quale maniera potete spostarvi da un posto ad un altro nella maniera più veloce, o più economica;
  • Google flight è fantastico per confrontare i voli aerei;
  • Moovit è anche un’app ed è ciò di cui avete bisogno per non perdervi: indicate dove volete andare e vi indicherà i mezzi più indicati da prendere per raggiungere il posto, seguendovi anche in tempo reale sulla mappa. È attivo in tantissime città del mondo e in alcune mostra anche lo spostamento dei mezzi in tempo reale!
  • Alcune app integrate nel vostro telefonino (soprattutto Android) sono immancabili:
    • L’assistente google legge le vostre mail e vi tiene informati sui voli e sugli alberghi prenotati;
    • Google maps non c’è bisogno neanche di commentarlo;
    • L’assistente google pare sia anche in grado di tradurre le frasi in tempo reale, ma non so quanto sia affidabile.

5. Non sei mai veramente solo

Gente sul prato - ansia da viaggio

Tanta gente, quando va in vacanza, sembra dimenticare che non sta andando in Burundi (a meno che non stia veramente andando in Burundi).

L’ansia da viaggio si può anche associare all’idea che, in caso di emergenza, siamo dispersi nel nulla, in un posto che non conosciamo e senza nessuno che conosciamo. In realtà, al momento in cui siete nel bel mezzo di Madrid e si verifica un’emergenza di qualunque tipo (vi rubano il portafogli, vi sentite male, vi perdete, ecc), siete tutt’altro che da soli. 

Soli fra la folla? Non proprio. Ricordate che intorno a voi ci sono persone, negozi, servizi esattamente come quelli intorno a casa vostra:

  • Potete chiedere informazioni e indicazioni a qualcuno;
  • Supermercati e bar sono ovunque: avete a disposizione acqua e cibo in ogni momento;
  • Se vi sentite male non solo le farmacie sono intorno a voi, ma, soprattutto nelle grandi città, c’è almeno un ospedale;
  • Se non parlate la lingua del posto dove siete non vi preoccupate: noi italiani in particolare siamo bravissimi nel farci capire anche a gesti. E quelle tre parole di inglese che sapete parlare tornano utili dappertutto.
  • Se tutto va per il peggio, taxi e radiotaxi sono in grado di raggiungere quasi tutte le zone delle città: vi costano qualcosa di più ma sono un’ultima risorsa da non sottovalutare.
  • Pensate agli alberghi come l’equivalente di casa vostra: sono la vostra base sicura. Vi potete ricaricare, potete pianificare, e nessuno vi corre dietro (a meno che non dobbiate prendere l’aereo di ritorno).

6. Vivi il momento presente

Persona di fronte ad un panorama - Ansia da viaggio

Photo by Archie Binamira from Pexels

Soprattutto quando il programma è molto rigido, l’ansia da viaggio può schizzare alle stelle. Il motivo è che mentre stai vedendo o facendo qualcosa, stai già pensando alla cosa successiva. “Fra quanto devo essere lì, quanto tempo mi rimane, sono in ritardo”.

Non ci siamo! Quando sei con gli amici, o di fronte all’arte o ai bei panorami, ci vuole il tempo che ci vuole perchè le cose ti entrino dentro. E se non tutto va liscio non è un dramma: carpe diem è sempre più importante, o passerai la maggior parte del tuo viaggio a pensare cosa poteva andare meglio!

Un capitolo a parte meritano selfie e fotografie: sei appassionati di foto? Bene. Vuoi farti una foto ricordo con gli amici di fronte al castello di Schönbrunn?  Ancora meglio. Ma se devi fare 50.000 foto solo per far vedere che sei a Vienna e ti stai divertendo come un matto, alla faccia dello zio del cugino di secondo grado che è a casa con 50 gradi no. Stai pensando agli altri e al dopo e questo non va bene, perchè i viaggi si vivono nel qui ed ora, nell'”Hic et Nunc” del luogo. Ne ho parlato anche in questo articolo sulla mindfulness: vivi il momento presente. 

Poi ci può anche stare che lo zio del cugino di secondo grado che ti odia perchè al suo compleanno gli hai regalato un orribile gattino di porcellana frigga per le tue foto, ma a te interessa relativamente. L’invidia rimane solo a chi la prova. 

E per le fotografie ricordo, se ti piace farle, assicurati (dopo averle scattate) di prenderti qualche momento per goderti la vista anche senza l’obiettivo in mezzo. Sono arrivato alla conclusione che ci sono panorami che non si riescono a contenere nel rullino fotografico, non importa come regoli la tua reflex.

7. Mai pensato al training autogeno?

Donna medita sulla spiaggia - Ansia da viaggio

Photo by Wendy Hero from Pexels

Ho parlato già in passato del training autogeno nel mio articolo sullo stress . Si tratta di una tecnica di rilassamento che agisce sul corpo e di conseguenza sulla mente ed ha l’incredibile funzione di abbassare autonomamente i nostri parametri di ansia e stress, anche se si tratta di ansia da viaggioQuesto vuol dire che, se eseguito con regolarità, il training autogeno può attivarsi da solo nel nostro corpo (che può quindi ridurre autonomamente la nostra ansia in condizioni di tensione), ma può essere controllato anche spontaneamente da noi. 

Quando esco può capitare di avere un attimo di ansia o di stress, legato alla confusione o alla stanchezza. Per quanto mi riguarda, ad esempio, richiamare gli esercizi della “pesantezza”, del “respiro” e del “cuore”, mi permette di ripristinare la mia calma e i miei parametri vitali. E il meglio è che da fuori gli altri non notano niente!

Il training autogeno può aiutarvi a mantenere la calma, ad esempio, negli ambienti affollati, se siete soli in luoghi sconosciuti, se avete ansia per il viaggio. Inoltre riduce notevolmente l’occorrenza degli stati d’ansia, a prescindere! Trattandosi di una tecnica però piuttosto particolare, il mio consiglio è quello di apprenderla sempre sotto la supervisione di un conduttore di Training Autogeno qualificato, come ad esempio uno psicologo, o chi ha seguito un corso specifico.

Ricorda che la vacanza perfetta non esiste

Donna che aspetta il treno - ansia da viaggio

Photo by Porapak Apichodilok from Pexels

Dovresti averlo già capito dai consigli precedenti: ci sono troppe variabili perchè si possa parlare di vacanza perfetta. Non solo perchè ognuno ha un’idea di vacanza perfetta differente, ma perchè se la vacanza perfetta esistesse non sarebbe comunque perfetta, perchè sarebbe troppo schematica e precisa per darti la libertà che un viaggio ti dà.

Forse l’ansia da viaggio è una componente fondamentale del viaggio stesso: senza non avremmo modo di provare quell’adrenalina e quella soddisfazione del superare i nostri limiti e dello scoprire cose nuove. Perchè anche se non lo progettiamo così, ogni viaggio ci fa crescere personalmente. 

Allora non cerchiamo di rifiutare l’ansia da viaggio a tutti i costi: accettiamola e moduliamola, con gli strumenti che ho indicato sopra. Anche quella fa parte del vivere il momento.

E voi? Che genere di turista siete? Quanta ansia da viaggio sentite? E quali metodi usate per controllarla? Fatemelo sapere in un commento qui sotto!


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