4 domande frequenti su struttura e formazione della sessualità

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Mani che formano la parola love - Struttura e formazione della sessualità
E’ inevitabile, ad ogni incontro di psicologia a tema libero a cui vado le domande più fatte sono sempre le stesse: “A cosa è legata la formazione della sessualità?” “L’omosessualità è una cosa normale?” “Omosessuali si nasce o si diventa?”. È una collezione di domande che tutti prima o poi si pongono nella vita, perchè la sessualità è un costrutto complesso, affascinante e soprattutto preponderante in quasi tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana. E nonostante questa pervasività è in genere visto come cattiva forma parlarne: così il costrutto si tinge anche del fascino del mistero e del tabù.

E oggi, in occasione della giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia sono qui per chiarirvi un po’ di idee sull’argomento (non tutte, perchè si tratta di una situazione ancora molto complessa e da approfondire anche per gli stessi psicologi).

1. Cosa si intende con sessualità?

Mani che formano un cuore - Struttura e formazione della sessualità

La formazione della sessualità è complessa in quanto la sessualità stessa è un costrutto estremamente complesso costituente parte della nostra identità. È costituito da una serie di nuclei che interagiscono fra di loro e che sono influenzati da fattori biologici, sociali, genetici, ecc. Riassumiamo una comune distinzione che si fa quando si parla di sessualità:

  • Sesso biologico – è determinato in poche parole da cosa avete nei pantaloni. Tipicamente è la parte binaria che distingue fra maschi e femmine (ma, in tutta onestà, anche su questo tratto non sono sicuro che si possano distinguere solo due categorie).
  • Genere – determina la relazione che noi come persone intratteniamo con il nostro sesso biologico, sia a livello personale che sociale. A sua volta si divide in altri tre costrutti:
    • Identità di genere – Riguarda la maniera in cui ci relazioniamo rispetto al nostro sesso biologico. Ad esempio, se non ci troviamo a nostro agio con il nostro sesso biologico (siamo ad esempio maschi a livello biologico ma sentiamo dentro di noi di essere scontenti e ci sentiamo più femmine internamente). Nella teoria classica, quando l’identità di genere non corrisponde con il sesso biologico si parla di transessualità (in passato “Disturbo dell’identità di genere”). Al giorno d’oggi alcune correnti culturali rifiutano la binarietà dell’identità di genere (mi sento maschio oppure mi sento femmina) e definiscono invece un numero di identità di genere virtualmente infinito.
    • Ruolo di genere – Sono una serie di comportamenti che culturalmente ci si aspetta che una persona con una determinata identità di genere assuma. Ad esempio nelle culture occidentali ci si attende tradizionalmente che i maschi siano più aggressivi e quindi tendano più facilmente ad alzare le mani, mentre le donne siano più sensibili e piangano più facilmente.
  • Orientamento sessuale – viene comunemente scambiato per l’elemento fondamentale della struttura e formazione della sessualità, ma in realtà è importante quanto gli altri. È determinato dal sesso biologico verso il quale si prova attrazione sessuale. Nell’accezione più basilare se il sesso biologico è lo stesso si parla di omosessualità, se il sesso è opposto si parla di eterosessualità, se si è attratti da entrambi i sessi invece si parla di bisessualità. Se superiamo l’accezione più comune, l’orientamento sessuale è invece legato all’identità di genere. Ed essendoci infinite identità di genere ci sono anche infiniti orientamenti sessuali. Più comunemente alcune categorizzazioni moderne possono includere per esempio gli asessuali (non provano attrazione sessuale per nessuno), i pansessuali (sono attratti da qualunque cosa li attragga in quel momento, indipendentemente dal genere), demisessuale (riesce a provare attrazione per qualcuno solo dopo che ci è entrato in stretta amicizia).

2. Un orientamento sessuale diverso dall’eterosessualità è patologico?

Ragazza dipinge l'arcobaleno sulla strada - Struttura e formazione della sessualità

Iniziamo rispondendo immediatamente no.  La formazione della sessualità rappresenta una condizione libera da vincoli a patto che si rispetti la regola generale della psicopatologia: come abbiamo più volte ripetuto nel plurilinkato articolo sulla malattia mentale (ma probabilmente anche in altri 80.000 articoli) una situazione diventa patologica al momento in cui costituisce un ostacolo per i progetti individuali, o perchè è potenzialmente pericolosa per se o per gli altri, e mai assolutamente perchè non corrisponde ad uno standard etico sociale (ricordiamo in ogni momento che la psicologia clinica non è una scienza “etica”, si fonda sul benessere e sui progetti che i clienti portano in terapia, non sull’opinione pubblica).

Prendiamo come esempio l’omosessualità: è stata considerata un disturbo mentale fino al 1973, quando viene sostituita dall’omosessualità ego-distonica, condizione in cui l’omosessualità è vissuta come condizione negativa e disturbante per il cliente.

Con l’avanzare degli studi sulla formazione della sessualità, anche l’omosessualità ego-distonica è stata rimossa dai DSM (manuali diagnostico-statistici dei disturbi mentali). Al giorno d’oggi nessuna condizione di omosessualità è riportata nel DSM: in genere un cliente che si presenta dal terapeuta con una condizione di omosessualità può chiedere di “guarire” o può lamentare di essere infelice della sua condizione. In questi casi la terapia di elezione è sviluppare un percorso che permetta al cliente di accettare la sua condizione e viverla serenamente in relazione alle sue necessità.

D’altronde l’influenza del periodo e degli studi ha influenzato notevolmente sulla flessibilità assegnata ai comportamenti sessuali: basti pensare che per un lunghissimo periodo fra l’800 e il ‘900 anche la masturbazione era considerata un atto alla base di nevrosi psichiche e dannoso per la sanità mentale (esatto contrario di  oggi, dove, al contrario, la masturbazione è un’attività normale e anzi, utile per preservare l’individuo da alcune condizioni quali il cancro ai testicoli).

Per quanto riguarda la condizione transessuale, essa è ancora presente nel DSM ma sotto il nome di “disforia di genere” e solo perchè prevede uno specifico trattamento che sia funzionale per l’individuo. Il trattamento in questione non cerca di riassegnare l’identità di genere al sesso biologico, ma al contrario cerca di adattare il corpo della persona all’identità di genere presente. Si tratta quindi di un percorso lungo ed impegnativo dove inizialmente si lavora per testare la convinzione del cliente, e si procede poi alla somministrazione di ormoni, operazioni chirurgiche e manovre burocratiche per gestirne il cambio di sesso.

Benchè non sia presente su alcun manuale diagnostico (per il momento), molti psicologi concordano nel trattare invece l’omofobia e i suoi derivati (transfobia, bifobia, ecc) come disturbi mentali. Nell’esempio più comune dell’omofobia, benchè anche questa derivi dall’interazione di fattori contestuali e di personalità, spesso questa nasconde semplicemente una paura di essere omosessuali, o di essere considerati omosessuali. L’odio per questa potenziale parte di sè viene poi proiettato sugli altri omosessuali (non potendo sopportare invece di mantenere quest’odio verso sè stessi). In altri casi è solo la rigidità di tradizione e conservatorismo, la fissazione per gli stereotipi di genere o una patologica fissazione per il “normale” a causare questo disturbo che in questo caso definirei ad origine culturale. 

3. Da cosa deriva la formazione della sessualità per quanto riguarda il genere?

Ragazza che guarda la bandiera arcobaleno - Struttura e formazione della sessualità

  • Identità di genere – Un aspetto particolarmente dibattuto e sicuramente interessante. Ci sono pagine e pagine di libri che discutono ad esempio sull’influenza ormonale, sull’influenza dell’ambiente e dell’educazione, del rapporto con la famiglia, ecc. nello sviluppo di una identità di genere non congruente al sesso biologico. Vi è un’ampia registrazione di casi in cui la disforia di genere fa la sua comparsa già nella primissima infanzia (addirittura intorno ai 19 mesi), con bambini che affermano in maniera diretta di essere in realtà del sesso opposto. Oggettivamente, sull’identità di genere dal punto di vista scientifico si è capito poco e niente.  Questo perchè trattiamo di un costrutto psicologico altamente complesso derivante dall’interazione di numerosissime variabili.
    Se poi ci distacchiamo dalla divisione binaria fra cisgender (identità di genere e sesso biologico corrispondenti) e transgender (l’opposto), abbiamo una collezione di situazioni davvero molto variegata. In alcuni casi ad esempio l’identità di genere può cambiare da un giorno all’altro (genderfluid) oppure può rimanere indefinita nel tempo (agender).
    Questo senza dubbio perchè l’identità di genere è un costrutto della personalità che attinge da numerose variabili, in quanto tale già cercare di categorizzarlo è una necessità puramente umana, inoltre addirittura pensare ad esso in maniera statica è come pensare che la personalità stessa sia un costrutto statico, non adattivo e quindi disfunzionale per l’individuo.
  • Ruolo di genere – Il ruolo di genere è l’aspetto che io personalmente gradisco di meno. Le prime manifestazioni degli stereotipi di genere (etichette assegnate ai generi sessuali in relazione a come ci si aspetta che si comportino, ad esempio “I maschi sono forti e aggressivi”, “Le donne sono sensibili e fanno solo determinati lavori”) risultano già presenti nei bambini a partire dai due anni. Inutile precisare che gli stereotipi di genere sono in qualche modo ereditati dall’ambiente: le persone che circondano i bambini li usano in maniera abbastanza costante, anche implicita e i bambini li fanno propri nel loro percorso di sviluppo.
    Il motivo per cui gradisco ben poco gli stereotipi di genere è che sono ingabbianti: gli uomini devono essere virili, aggressivi, devono avere “le palle”. Le donne devono prodigarsi per i loro uomini, essere sensibili e occuparsi della famiglia. Non importa la felicità, ognuna delle due categorie di genere deve adeguarsi a questi stereotipi, pena il giudizio pubblico.
    Gli stereotipi di genere sono così radicati nel senso comune che fanno parte del nostro linguaggio quotidiano:
    Se siete spaventati da qualcosa o non volete affrontarne le conseguenze si dice “Fai l’uomo“, o “Sii uomo“. Una persona forte e dominante è definita nel gergo comune “cazzuta“. Se un uomo è troppo sensibile o piange gli si dice di smettere di “Comportarsi come una femminuccia“. Una donna che non si veste in maniera adeguata al suo genere o che ha atteggiamenti poco femminili è definita un “maschiaccio“.
    Gli stereotipi di genere influenzano anche i comportamenti o ad esempio i limiti nel vestirsi o nello scegliere quali giocattoli possono usare i bambini in relazione al loro sesso.
    Gli stereotipi di genere hanno anche una forte influenza negativa sul nostro sistema culturale: sono alla base delle differenze sessiste, portano alla mancanza di valorizzazione di determinate capacità opposte alle aspettative di genere, sono generatrici di forti sensi di aspettativa con funzione talvolta limitante e oppressiva e sono anche alla base del patriarcalismo e anche del femminicidio.

4. Da cosa deriva la formazione della sessualità per quanto riguarda l’orientamento sessuale?

Bambina di fronte ad una strada con dipinto un arcobaleno - Struttura e formazione della sessualità

Quello che aspettavate tutti, o almeno la maggior parte di voi. Perchè la maggior parte delle persone collega “formazione della sessualità” a “sviluppo dell’orientamento sessuale”. Mi dispiace dirvi che anche qui la scienza sbatte da anni nel capire le effettive origini dell’orientamento sessuale, senza tuttavia arrivare ad una soluzione univoca. Ed anche qui ci ricolleghiamo al fatto che la sessualità è un costrutto ultra-complesso, e in quanto tale l’interazione di numerose variabili può portare a risultati diversi. Sappiamo per certo tuttavia che un orientamento sessuale diverso dall’eterosessuale non è assolutamente indice patologico.  Ci possiamo inoltre a questo punto distaccare dalle informazioni false e senza alcuna base per le quali un’educazione o un rapporto genitoriale di un certo tipo possono portare allo sviluppo di orientamenti sessuali diversi dall’eterosessualità. Consideriamo invece tre aspetti più generali nella formazione della sessualità e dell’orientamento sessuale:

  • L’orientamento sessuale può dipendere dalla genetica, dalle condizioni pre e perinatali (relative alla nascita e alla gestazione), da qualunque forma di contatto con l’ambiente, anche le più inaspettate (quindi non pensate assolutamente di poter “difendere” i vostri figli dall’omosessualità se non volete diventare dei genitori degeneri: se la genetica è preponderante o se l’ambiente in maniera assolutamente imprevedibile e quindi invevitabile predispone, l’orientamento si presenta nella maniera prevista), dalla strutturazione dei processi identitari, letteralmente DA TUTTO.  Una ricerca del 2010 condotta su gemelli (che comunque invita a considerare i suoi dati con cautela e non come determinanti) ha rilevato un’influenza della genetica del 34-39%, dei fattori comuni ai fratelli (ambiente condiviso nella crescita, educazione ricevuta, ecc) dello 0% e delle interazioni individuali con l’ambiente (amici non condivisi, ambienti frequentati individualmente, esperienze personali, ecc) del 61-66%. Percentuali simili sono state stimate per le sorelle gemelle.1.
  • L’orientamento sessuale, indipendentemente dalla formazione della sessualità, è un costrutto fluido (come l’identità di genere). Questo vuol dire che può cambiare MA C’È UN MA GRANDE COME UNA CASA. L’orientamento sessuale non cambia perchè uno desidera cambiare il suo orientamento sessuale: ad oggi tutti i tentativi e gli studi condotti in merito dimostrano che non c’è modo sano e rispettoso per cambiare l’orientamento sessuale di un individuo attraverso azioni esterne.  Per questo vi prego, vi scongiuro, vi supplico STATE ALLA LARGA DA TUTTE LE ORGANIZZAZIONI CHE PROMETTONO DI CAMBIARE IL VOSTRO ORIENTAMENTO SESSUALE, MAGARI APPELLANDOSI ALLA FORZA DELLA FEDE. Queste non sono approvate da nessun ente psicologico, anzi, sono altamente sconsigliate e ritenute ESTREMAMENTE PERICOLOSE per i metodi adottati e per gli effetti che hanno sula psiche.
  • Al contrario, l’orientamento sessuale può cambiare spontaneamente in qualunque momento della vostra vita. Può subire una notevole instabilità nell’adolescenza, può iniziare a manifestarsi anche in maniera implicita nell’infanzia (vi sembrerà sconvolgente ma i bambini possono presentare comportamenti sessuali seppure molto indefiniti e diversi da come li pensiamo noi. Freud e altri psicanalisti ci hanno fatto la storia sopra, come potete vedere nel precedente articolo sulla storia delle mamme nella psicologia). Inoltre può cambiare o manifestarsi diversamente dopo una certa età, può rimanere fluido, può rimanere bivalente (come nelle condizioni di bisessualità) o può cambiare 50 volte (e conosco persone che sono arrivate alla quinta oscillazione fra maschi e femmine in un tempo relativamente breve). E, vi sorprenderà estremamente, ma scoprirete che al di là di futili problemi etici non c’è niente di male in tutto questo.

Conclusioni

Gay pride - Struttura e formazione della sessualità

Un piccolo riassunto di cosa abbiamo scoperto:

  • Struttura e formazione della sessualità sono costrutti estremamente complessi
  • È inutile scervellarsi troppo su principi causa-effetto, vi sono troppi elementi in gioco per determinare delle cause univoche
  • Cancelliamo tutti gli stereotipi sull’orientamento sessuale: la sua manifestazione non è evitabile, quindi rimuoviamo tutte le gabbie mentali che ci siamo creati su contatti con l’esterno, visioni “travianti” e rapporti genitoriali.
  • Genere e sesso biologico non sono necessariamente coincidenti, anzi: genere ed orientamento sessuale al contrario non sono necessariamente neanche binari.
  • Orientamenti sessuali diversi dall’eterosessualità non sono patologici e in quanto caratteristiche e non patologie non possono neanche essere “curati” (voi non vi curate i capelli biondi per renderli bruni, per dire).
  • Gli stereotipi di genere sono elementi della nostra cultura che fanno più male che bene.

Per concludere questa analisi su struttura e formazione della sessualità, vi rimando all’acquisto del nuovissimo libro promosso dall’associazione AltraPsicologia “Guida Arcobaleno”, consigliato ancora di più se volete capirne un po’ di più su voi stessi. Attenzione, perchè SOLO PER LA GIORNATA DEL 17 MAGGIO IL LIBRO SARA’ SCARICABILE GRATUITAMENTE IN FORMATO E-BOOK DA AMAZON (però considerate che gli introiti legati al libro saranno interamente devoluti all’associazione per la promozione di progetti per il mondo LGBT+, vi consiglio quindi di considerare comunque l’acquisto della copia cartacea)

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Detto questo, vi lascio ad una serie di domande: voi cosa ne pensate? Quali sono le vostre idee su gender e sessualità? Quali altre curiosità vorreste conoscere su questo argomento?


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Note

  1. Långström, N., Rahman, Q., Carlström, E., & Lichtenstein, P. (2010). Genetic and environmental effects on same-sex sexual behavior: A population study of twins in Sweden. Archives of Sexual Behavior, 39(1), 75–80. https://doi.org/10.1007/s10508-008-9386-1

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